Storia dell'AVIS


L'associazione conosce i suoi albori nel 1927 grazie al dottor Vittorio Formentano e nel 1946 si costituisce ufficialmente in Associazione Volontari Italiani del Sangue. Con la legge 49 del 1950 la Repubblica italiana riconosce l'AVIS, e con la legge 592 del 1967 vengono regolamentati i criteri per la raccolta, conservazione e distribuzione del sangue sul territorio nazionale. Gli anni 70 insieme al boom economico, portano anche una diffusione delle sedi AVIS in tutta Italia, tutte regolamentate dallo stesso statuto. Oggi l'AVIS è un ente privato con personalità giuridica e finalità pubblica e concorre ai fini del SSN in favore della collettività. La sua attività è fondata sui principi costituzionali della democrazia e della partecipazione sociale e sul volontariato quale elemento centrale e strumento insostituibile di solidarietà umana. Scopo dell'associazione è quello di venire incontro alla crescente domanda di sangue, oltre che avere donatori pronti e controllati nella tipologia del sangue e nello stato di salute, lottare per eliminare la compravendita di sangue, donare gratuitamente sangue a tutti, senza alcuna distinzione. All'AVIS possono aderire gratuitamente sia coloro che donano volontariamente e anonimamente e sia coloro che, pur non potendo per motivi di inidoneità fare la donazione, collaborano però gratuitamente a tutte le attività di promozione e organizzazione. L'AVIS è una Associazione di Volontari: volontari sono i donatori e volontari sono i dirigenti. L'AVIS è presente su tutto il territorio nazionale con una struttura ben articolata, suddivisa in 3180 sedi comunali, 111 Sedi Provinciali, 22 Sedi Regionali e l'AVIS Nazionale, il cui organo principale è il Consiglio Nazionale. Sono inoltre attivi 773 Gruppi AVIS, organizzati sopratutto nelle aziende, sia pubbliche che private, come ulteriore testimonianza della presenza associativa nel tessuto sociale